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Cosa vedere a Vicenza: Palladio, musei e ville

Basilica Palladiana, Teatro Olimpico, Palazzo Chiericati, Monte Berico, la Rotonda e Villa Valmarana ai Nani: le tappe da non perdere nella città di Palladio.

Villa La Rotonda di Palladio con colonne e statue a Vicenza
Indice
  1. Perché Vicenza è la città di Palladio
  2. Piazza dei Signori e la Basilica Palladiana
  3. Il Teatro Olimpico e Palazzo Chiericati
  4. Musei e chiese del centro storico
  5. Monte Berico, la Rotonda e Villa Valmarana ai Nani
  6. Cosa vedere a Vicenza: tappe e biglietti
  7. Domande frequenti

Chi cerca cosa vedere a Vicenza trova una città compatta, che si gira a piedi in una giornata e che porta ovunque la firma di Andrea Palladio. Piazze, palazzi, un teatro rinascimentale con la sua scena originale e, appena fuori dal centro, ville che hanno fatto scuola in tutta Europa. Questa guida mette in fila le tappe principali, con qualche indicazione pratica su biglietti e percorsi.

Perché Vicenza è la città di Palladio

Vicenza ha origini antiche: fu fondata nel II secolo a.C. e conobbe una lunga stagione di prosperità sotto il dominio di Venezia, dall'inizio del Quattrocento alla fine del Settecento. Il suo volto attuale, però, è legato soprattutto ad Andrea Palladio (1508-1580), l'architetto che studiò a fondo l'architettura romana e la tradusse in edifici nuovi, eleganti e misurati.

Nel 1994 la città e i suoi 23 edifici palladiani, insieme a tre ville fuori dalle mura, sono entrati nella lista del Patrimonio mondiale dell'UNESCO. Nel 1996 il sito è stato esteso ad altre ville sparse nel Veneto, per un totale di 24. L'influenza di Palladio, raccolta anche nei suoi Quattro Libri dell'architettura del 1570, ha dato vita al palladianesimo, che si è diffuso in Inghilterra, nel resto d'Europa e in Nord America.

Piazza dei Signori e la Basilica Palladiana

Il punto di partenza naturale è Piazza dei Signori, da secoli il cuore della vita pubblica. Sul lato sud si alza la Basilica Palladiana, che in realtà nacque come Palazzo della Ragione, sede del governo cittadino, nel Quattrocento. Pochi anni dopo la fine dei lavori l'edificio subì un crollo e nel 1546, anche grazie al sostegno dell'umanista Gian Giorgio Trissino, l'incarico di sistemarlo andò a Palladio.

L'architetto conservò il nucleo antico e lo avvolse in una doppia loggia in marmo bianco con le serliane, archi affiancati da aperture più strette, in ordine dorico al piano terra e ionico al piano superiore. All'interno il grande salone, lungo circa 52 metri, è coperto da un tetto in legno a forma di carena di nave rovesciata e ospita eventi e mostre temporanee. Dall'ultimo piano si sale a una terrazza panoramica che guarda i tetti rossi del centro fino al santuario di Monte Berico. Il complesso è stato restaurato tra il 2007 e il 2012.

Il Teatro Olimpico e Palazzo Chiericati

Nel centro storico si trova anche il Teatro Olimpico, l'ultima opera di Palladio. Lo commissionò l'Accademia Olimpica, un circolo di letterati, scienziati e artisti vicentini, nel febbraio 1580, e i lavori partirono a maggio dello stesso anno. Palladio morì prima di vederlo finito: il teatro fu completato circa cinque anni dopo e inaugurato il 3 marzo 1585 con l'Edipo re di Sofocle.

A Vincenzo Scamozzi si devono l'Odeo e l'Antiodeo, le sale che danno accesso al teatro, e le scenografie lignee in prospettiva che, oltre le aperture del palcoscenico, raffigurano le strade di Tebe. Nate per lo spettacolo inaugurale, sono rimaste al loro posto ed è proprio questa scena fissa a rendere la visita così sorprendente.

Poco distante sorge Palazzo Chiericati, progettato da Palladio nel 1550 per Girolamo Chiericati e completato solo alla fine del Seicento. Il Comune lo acquistò nel 1839 e il 18 agosto 1855 vi aprì il Museo civico. Oltre alle sale affrescate, conserva tra l'altro 33 disegni di Palladio donati da Gaetano Pinali.

Musei e chiese del centro storico

In contrà Santa Corona, Palazzo Leoni Montanari, un edificio barocco trasformato in sede museale nel 1999, ospita le Gallerie d'Italia. Al piano nobile è esposta pittura veneta del Settecento e, più di recente, si è aggiunta una raccolta di icone russe indicata tra le più importanti in Occidente. Il museo è chiuso il lunedì.

La chiesa di Santa Corona fa parte del circuito dei musei civici, insieme alle Gallerie di Palazzo Thiene, al Museo naturalistico archeologico e al Museo del Risorgimento e della Resistenza.

Monte Berico, la Rotonda e Villa Valmarana ai Nani

Sulla collina che domina la città sorge il santuario della Madonna di Monte Berico. Secondo la tradizione la Vergine apparve due volte mentre Vicenza era colpita dalla peste, e nel 1428 fu costruito il santuario; dal 1435 è custodito dai Servi di Maria. All'interno si trovano la statua venerata della Mater Misericordiae, dell'inizio del Quattrocento, e dipinti di Paolo Veronese e Bartolomeo Montagna.

Su un lieve colle alle porte della città si trova Villa Almerico Capra, conosciuta come la Rotonda, voluta dal prelato vicentino Paolo Almerico come residenza di campagna. Palladio ne diresse i lavori dal 1566. La pianta è quadrata, con quattro facciate identiche, ognuna con scalinata e pronao a colonne ioniche, e al centro una sala circolare coperta da una cupola. Dal 1591 al 1818 la villa appartenne alla famiglia Capra, che aggiunse statue, stucchi e affreschi, in gran parte realizzati dopo la morte di Palladio e del primo proprietario.

Sempre a Vicenza, in via dei Nani, si visita Villa Valmarana ai Nani, che deve il nome alle statuette di nani oggi allineate sul muro di cinta e un tempo sparse nel parco. Nel 1736 Giustino Valmarana affidò all'architetto Francesco Muttoni il rinnovamento della villa; circa vent'anni dopo Giambattista Tiepolo e il figlio Giandomenico furono chiamati a decorarla. Il padre dipinse episodi dell'Iliade, dell'Eneide, dell'Orlando furioso e della Gerusalemme liberata; il figlio affrescò le sette stanze della Foresteria con scene ispirate alla Cina, al gotico e al carnevale.

Cosa vedere a Vicenza: tappe e biglietti

Il Comune propone un biglietto unico valido un giorno per sette luoghi del circuito civico e alcune card cumulative. Le tariffe qui sotto sono quelle indicate oggi sul sito dei Musei civici: verifica sul sito ufficiale prima di partire.

TappaCosa vedereInformazioni utili
Basilica PalladianaLogge di Palladio, salone, terrazzaDa martedì a domenica, 10-18
Teatro OlimpicoScena fissa con le strade di TebeIncluso nel biglietto unico
Palazzo ChiericatiMuseo civico e sale affrescateIncluso nel biglietto unico
Gallerie d'ItaliaPittura veneta del Settecento, icone russeChiuso il lunedì
Vicenza Silver CardQuattro musei a scelta su undici16 euro intero, valida 8 giorni
Vicenza Gold CardUndici musei del circuito22 euro intero, valida 12 giorni

Domande frequenti

Quanto tempo serve per visitare Vicenza?

Il centro storico, con Basilica, Teatro Olimpico e Palazzo Chiericati, si visita bene in una giornata. Per aggiungere Monte Berico, la Rotonda e Villa Valmarana conviene prevedere un secondo giorno o un pomeriggio intero.

Perché Vicenza è patrimonio UNESCO?

Perché conserva un insieme eccezionale di edifici progettati da Andrea Palladio, che hanno influenzato l'architettura per circa tre secoli. Il sito comprende la città e 24 ville palladiane del Veneto.

Esiste un biglietto unico per i musei di Vicenza?

Sì, il biglietto unico vale un giorno e comprende sette luoghi, tra cui Teatro Olimpico, Basilica Palladiana e Palazzo Chiericati. Per soggiorni più lunghi ci sono le card Silver e Gold.

Cosa c'è da vedere a Monte Berico?

Il santuario della Madonna di Monte Berico, costruito nel 1428 e custodito dai Servi di Maria, con la statua della Mater Misericordiae e dipinti di Paolo Veronese e Bartolomeo Montagna.

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