Salute

Monossido di carbonio in casa: sintomi, cause e prevenzione

Che cos'è il monossido di carbonio, quali apparecchi lo producono, i sintomi da riconoscere, le regole venete su caldaie e libretto e cosa fare in caso di sospetto.

Stufa a legna nera accanto a una catasta di legna da ardere
Indice
  1. Che cos'è il monossido di carbonio
  2. Da dove arriva il monossido di carbonio in casa
  3. I sintomi dell'intossicazione da monossido di carbonio
  4. Chi rischia di più
  5. Prevenzione del monossido di carbonio: controlli, aria e rilevatori
  6. Cosa fare se si sospetta un'intossicazione
  7. Domande frequenti

Con l'arrivo del freddo si riaccendono caldaie, stufe e camini, e torna anche il rischio legato al monossido di carbonio, un gas che non si vede e non ha odore. In questa guida spieghiamo da dove può arrivare in casa, quali segnali non vanno sottovalutati, quali controlli prevede la Regione del Veneto per gli impianti di riscaldamento e cosa fare se si sospetta un'intossicazione.

Che cos'è il monossido di carbonio

Il monossido di carbonio, indicato con la sigla CO, è un gas che si forma durante la combustione, soprattutto quando questa avviene male o con poco ossigeno. È incolore, inodore e non provoca irritazione a occhi o gola: per questo chi si trova in una stanza dove si sta accumulando non si accorge di nulla. Ad alte concentrazioni può causare danni gravi e anche la morte, come ricorda la scheda dell'Istituto Superiore di Sanità sul monossido di carbonio.

Gli episodi si concentrano nei mesi freddi, in casa e in ambienti poco ventilati. Le stime sanitarie parlano di centinaia di decessi ogni anno in Italia, ma i numeri esatti sono difficili da conoscere perché non tutti i casi vengono riconosciuti: i sintomi iniziali, infatti, possono essere confusi con altri disturbi.

Da dove arriva il monossido di carbonio in casa

Qualsiasi apparecchio che bruci gas, gasolio, legna o carbone può produrlo. Secondo l'ISS le cause più frequenti sono la mancata manutenzione di apparecchi e canne fumarie, una combustione difettosa, fumi che non vengono scaricati bene all'esterno, un ricambio d'aria insufficiente e apparecchi vecchi o guasti. Spesso questi fattori si sommano.

FontePerché può diventare un rischioCosa fare
Caldaia e scaldabagno a gasCombustione irregolare o fumi che non escono correttamenteManutenzione da un'impresa abilitata e libretto d'impianto aggiornato
Stufa a legna o a pellet, caminoCanna fumaria sporca, ostruita o danneggiataPulizia e controllo almeno una volta l'anno, prima dell'inverno
Camino decorativo a bioetanoloCombustione direttamente nella stanzaUsarlo solo come indicato dal produttore e arieggiare
Fornelli e forno a gasNon sono fatti per scaldare un ambienteNon usarli mai per riscaldare la casa
Braciere, barbecue, fornelletto da campeggioCombustione in uno spazio chiusoSolo all'aperto, mai in casa, in tenda o in camper
Generatore, idropulitrice, auto accesaGas di scarico in garage o cantinaMai in ambienti chiusi, nemmeno con porte o finestre aperte

I sintomi dell'intossicazione da monossido di carbonio

L'ISS elenca tra i disturbi più comuni mal di testa, vertigini, debolezza, nausea, vomito, dolore al petto e confusione. Possono comparire anche sonnolenza, stanchezza, problemi alla vista, convulsioni e perdita di coscienza; nei bambini sono possibili dolori addominali e diarrea. Chi dorme, o non è lucido, può subire conseguenze gravissime prima ancora di avvertire qualcosa.

Il materiale informativo della centrale 118 di Cuneo, pubblicato sul portale delle Prefetture, sottolinea che i sintomi possono sembrare quelli di un'influenza o di un'intossicazione alimentare. Alcuni indizi però aiutano a sospettare il monossido:

  • stanno male più persone della stessa casa nello stesso momento;
  • i disturbi migliorano quando si esce dall'abitazione e tornano rientrando;
  • in casa c'è una possibile fonte, come una stufa o una caldaia accesa;
  • il malessere riguarda anche gli animali domestici o chi passa molto tempo in cucina, in bagno o in cantina;
  • succede in autunno o in inverno, oppure in una seconda casa rimasta chiusa a lungo.

Chi rischia di più

Il monossido di carbonio può colpire chiunque. Secondo l'ISS sono però più esposti a conseguenze serie i neonati, le persone anziane e chi soffre di malattie croniche del cuore, di anemia o di problemi respiratori. Per loro vale ancora di più la regola di non rimandare i controlli sugli impianti e di arieggiare spesso le stanze.

Prevenzione del monossido di carbonio: controlli, aria e rilevatori

La prima difesa è la manutenzione. L'ISS consiglia di far controllare e pulire ogni anno apparecchi e canne fumarie, prima dell'autunno, e di usarli sempre secondo le istruzioni del produttore. Il materiale del 118 aggiunge di non installare stufe o caldaie in bagno o in camera da letto e di non coprire mai le prese d'aria.

In Veneto le regole regionali per gli impianti di climatizzazione prevedono che controlli e manutenzione siano eseguiti da imprese abilitate, con la frequenza indicata dall'installatore o dal costruttore. Ogni impianto deve avere un libretto completo e aggiornato, registrato nel catasto regionale CIRCE. Per gli impianti di riscaldamento da 10 kW in su, a ogni intervento periodico si compila anche il rapporto di controllo di efficienza energetica, che va trasmesso al catasto entro 30 giorni. Le ispezioni spettano alla Provincia nei comuni sotto i 30.000 abitanti e al Comune in quelli più grandi.

Ogni giorno conta anche il ricambio d'aria: aprire le finestre per qualche minuto e tenere libere e pulite griglie e bocchette di aerazione aiuta a evitare che i fumi ristagnino. Un aiuto in più arriva dai rilevatori di monossido di carbonio. Come spiega un approfondimento del Post sugli allarmi per il monossido, è bene scegliere apparecchi conformi alla norma EN 50291, installarli nella stanza della caldaia o della stufa in modo che l'allarme si senta anche nel resto della casa, e verificare periodicamente batterie e funzionamento. Il rilevatore non sostituisce però la manutenzione dell'impianto.

Cosa fare se si sospetta un'intossicazione

Davanti a un sospetto non bisogna aspettare. Le indicazioni del pieghevole del 118 sul monossido di carbonio sono semplici: aprire subito porte e finestre, portare la persona fuori dall'ambiente senza mettere in pericolo sé stessi e chiamare il 118. Anche l'ISS è chiaro: in caso di sospetto avvelenamento bisogna andare subito in pronto soccorso.

Prima di usare di nuovo l'apparecchio conviene farlo controllare da un tecnico qualificato, così da capire che cosa ha causato il problema.

Domande frequenti

Il monossido di carbonio ha un odore?

No. È un gas senza colore, senza odore e senza sapore, che non dà fastidio a occhi e gola. Per questo non ci si può affidare ai sensi per accorgersene.

Ogni quanto vanno controllate caldaia e canna fumaria?

L'ISS consiglia un controllo e una pulizia ogni anno, prima della stagione fredda. In Veneto la frequenza della manutenzione della caldaia segue le istruzioni dell'installatore o del costruttore e va annotata nel libretto d'impianto.

Dove si installa il rilevatore di monossido di carbonio?

Di solito nella stanza in cui si trova la caldaia o la stufa, in un punto da cui l'allarme si senta in tutta la casa. Conviene scegliere un modello conforme alla norma EN 50291 e seguire le istruzioni del produttore per posizione e manutenzione.

Cosa bisogna fare se suona l'allarme o qualcuno si sente male?

Aprire porte e finestre, uscire all'aria aperta portando con sé le altre persone e chiamare il 118. In caso di sospetta intossicazione è sempre necessario rivolgersi al pronto soccorso.

Condividi:FacebookWhatsAppEmail

Commenti

Ancora nessun commento. Scrivi tu il primo!

Lascia un commento

Non verrà pubblicata.

Partner Romania 175