Arpav, a ottobre in Veneto piogge dimezzate e falde ai minimi

In Veneto a ottobre 2026 sono caduti in media 60 millimetri di pioggia, il 52% in meno rispetto ai valori normali: lo rileva il rapporto mensile sulla risorsa idrica dell'ARPAV, l'Agenzia regionale per la prevenzione e protezione ambientale, diffuso il 5 novembre, che segnala falde ai minimi e fiumi molto al di sotto delle medie.
Piogge dimezzate in tutti i bacini
Il dato medio regionale di 60 millimetri si confronta con una media di 125 millimetri nel periodo 1991-2020, per un volume d'acqua stimato in circa 1.106 milioni di metri cubi. Il deficit riguarda tutti i bacini: si va dal -66% del Fissero-Tartaro-Canal Bianco e dal -63% del Bacino Scolante al -24% del Tagliamento, passando per Brenta (-56%), Adige (-54%), Sile (-50%), Po (-48%), Piave (-42%) e Livenza (-39%).
Le piogge più abbondanti sono state misurate nel Vicentino, con 212 millimetri a Castana, mentre a Sant'Apollinare, nel Rodigino, e ad Agna, nel Padovano, si sono fermate a 13 millimetri. Dall'inizio dell'anno sono caduti 736 millimetri contro i 914 della media storica, un ammanco di 178 millimetri, pari al 19%.
Falde e fiumi in sofferenza
Secondo l'ARPAV i livelli delle falde nell'alta pianura sono eccezionalmente bassi per la stagione, paragonabili o inferiori a quelli dell'autunno 2022. Le portate dei principali fiumi sono cresciute solo per breve tempo nell'ultima decade del mese e restano lontane dalle medie: su quasi tutti i corsi d'acqua più importanti la portata media di ottobre è scesa sotto il 5° percentile.
Montagna più calda e senza neve
Anche in quota il quadro resta anomalo. Oltre i 2.000 metri ottobre è stato il settimo mese consecutivo con temperature sopra la norma, di circa 1-2 °C rispetto al trentennio 1991-2020, e lo zero termico è oscillato tra 1.490 metri, il 24 ottobre, e 3.890 metri, il 16 ottobre. Dopo la fusione quasi completa dell'ultima settimana, l'acqua immagazzinata nella neve è praticamente assente.



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