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Lupi, all'Università di Padova i test su dissuasori e cane-robot

Un lupo grigio in piedi su un prato di erba secca

Luci, ultrasuoni e, in prospettiva, un cane-robot per tenere i lupi lontani dalle greggi senza fare loro del male. È la ricerca condotta da un gruppo del Dipartimento di Ingegneria industriale dell'Università di Padova, in collaborazione con la Regione del Veneto e Veneto Agricoltura, i cui primi risultati sono stati resi noti venerdì 30 ottobre 2026.

Il problema dell'abitudine

La difesa del bestiame al pascolo dagli attacchi del lupo è una questione concreta per molti allevatori. Recinzioni elettrificate e dissuasori acustici funzionano bene all'inizio, ma con il tempo i predatori imparano a ignorarli. Per questo i ricercatori stanno studiando dispositivi capaci di cambiare di continuo i segnali luminosi e sonori, così da restare imprevedibili. L'obiettivo, ha spiegato Nicola Trivellin del dipartimento padovano, è «individuare quali soluzioni non letali siano più efficaci per allontanare il lupo dalle zone di pascolo».

I test con «Remo» e «Romolo»

Le prime prove si sono svolte in Toscana, in due parchi faunistici. Il prototipo chiamato «Remo» è stato installato nel parco AnimaNatura di Semproniano, in provincia di Grosseto, mentre una versione più evoluta, «Romolo», è in prova nel parco faunistico dell'Amiata. Dai dati raccolti finora emerge che gli ultrasuoni spingono gli animali ad allontanarsi, mentre le luci stroboscopiche provocano reazioni diverse a seconda del colore e della frequenza dei lampi. Si tratta di risultati ancora preliminari.

Intelligenza artificiale e cane-robot

Il sistema a cui si lavora dovrebbe sorvegliare da solo il perimetro da proteggere e attivarsi soltanto quando si avvicina un lupo, grazie a un software di intelligenza artificiale in grado di distinguerlo dagli altri animali, selvatici o domestici, ed evitare così i falsi allarmi. Più avanti potrebbe arrivare anche un robot a quattro zampe, capace di muoversi sui pascoli e di portare i dissuasori dove serve: l'idea, a cui si guarda insieme a Veneto Agricoltura, è però ancora in fase di progettazione e dovrà essere sviluppata e collaudata prima di un eventuale impiego sul campo.

Fonti ANSA, La Nazione, Montagna.TV

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