Piano Casa in Veneto, 50 milioni per recuperare alloggi pubblici sfitti

La Giunta regionale del Veneto ha approvato due bandi da 25 milioni di euro ciascuno, per un totale di 50 milioni di fondi europei FESR, destinati a recuperare immobili pubblici oggi vuoti e inutilizzabili e a trasformarli in alloggi a prezzi accessibili. Lo ha annunciato la Regione sabato 31 ottobre 2026.
Il primo bando: alloggi popolari sfitti
Il primo bando riguarda gli alloggi di edilizia residenziale pubblica (Erp) che restano sfitti e non possono essere assegnati per problemi di manutenzione. Possono partecipare le Ater, i Comuni e le aziende speciali comunali che gestiscono questo patrimonio. Sono finanziabili manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione, anche con interventi di efficientamento energetico. L'obiettivo è rendere di nuovo abitabili le case e assegnarle a canone sociale alle famiglie presenti nelle graduatorie.
Il secondo bando: social housing
Il secondo bando punta sul social housing, cioè sul recupero di immobili pubblici vuoti da rendere abitabili, sicuri ed efficienti dal punto di vista energetico. Oltre a Comuni, Ater e aziende speciali comunali, possono presentare progetti anche Ipab, Aziende ospedaliere e Istituto Oncologico Veneto. Gli alloggi sono pensati per personale medico, infermieristico e socio-sanitario, giovani coppie, giovani e famiglie con redditi troppo alti per l'Erp ma insufficienti per il mercato privato, oltre ad altre situazioni di fragilità indicate nei progetti.
Come funzionerà
Non si tratta di un bando per le famiglie: a presentare i progetti sono gli enti pubblici, attraverso la piattaforma di Avepa. Le date di apertura delle finestre per le domande saranno comunicate dalla Regione agli enti.
Secondo il presidente Alberto Stefani, il bisogno di casa non riguarda più soltanto chi vive in grave difficoltà economica, ma anche coppie, famiglie e lavoratori alle prese con i prezzi di mercato. L'assessora alle Politiche abitative Paola Roma ha sottolineato che si rimette a disposizione delle comunità un patrimonio pubblico oggi inutilizzato, mentre per l'assessore allo Sviluppo economico Massimo Bitonci il recupero degli edifici ne migliora le prestazioni energetiche e porta lavoro alle imprese edili.



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